Lettera Inviata alle Organizzazioni Comuniste e indirizzata a tutti i comunisti d'Italia - Unita dei Comunisti
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Lettera Inviata alle Organizzazioni Comuniste e indirizzata a tutti i comunisti d’Italia

LETTERA APERTA

Ai partiti comunisti, alle forze e alle esperienze comuniste italiane

Care compagne e cari compagni,
vi scriviamo in quanto firmatari dell’Appello “Ora l’unità. Per il Partito Comunista in Italia”.

Questo Appello lo abbiamo lanciato, sostenuto, promosso; a questo Appello abbiamo convintamente aderito.

Dalla sua interezza, vogliamo enucleare alcuni passaggi essenziali.

Primo:

Gli USA, la NATO ed il fronte imperialista mondiale ad essi subordinato stanno, giorno dopo giorno, pericolosamente aumentando la loro spinta alla guerra.

Gli USA “sentono” il proprio declino storico e contemporaneamente assistono alla grande crescita economica e politica, anche sul piano internazionale, della Repubblica Popolare Cinese, vissuta, con timore, come cardine del fronte antimperialista mondiale in progress.

La stessa Russia di Putin, agli occhi degli USA e della NATO, appare ormai come un avversario politicamente indomabile. Da piegare con l’attacco militare.

Da tutto ciò, e dalla profonda crisi economica e di prestigio internazionale che segna oggi il sistema capitalistico mondiale, provengono i sempre più cinicamente palesati progetti di guerra. Un dichiarato progetto di moltiplicazione di “guerre regionali” che contiene in sé le basi materiali di una nuova guerra mondiale.

Secondo:

l’Unione Europea, sempre più esplicitamente, va presentando nella prassi la propria identità di polo neoimperialista in costruzione. Bruxelles e la BCE, in modo sempre più imperativo, dettano ai governi dei Paesi Ue le violente politiche iperliberiste, antioperaie e antidemocratiche funzionali agli interessi del grande capitale transnazionale europeo, la cui nuova accumulazione è pagata duramente dal movimento operaio complessivo dell’Ue.

Terzo:

Nel quadro della costruzione reazionaria dell’Ue i governi italiani sempre più appaiono come pure proiezioni politiche dei dettami di Bruxelles e della BCE. Oltreché essere, come e ancor più di prima, “governi Quisling” degli USA e della NATO.

Le questioni che abbiamo messo in luce sono tre macigni che pesano in modo ormai insopportabile sulle spalle del movimento operaio italiano complessivo, su tutti i lavoratori, sulle donne, sui giovani, sulla vastissima area della disoccupazione, del precariato, della povertà.

Le spese incontenibili per la NATO, per il riarmo italiano, per l’esercito europeo, assieme alle politiche iperliberiste imposte dall’Ue, dal grande capitale italiano e messe in pratica nel nostro Paese dall’ormai “partito unico” liberista guidato da Draghi, si traducono in un infinito attacco di classe contro l’intero mondo del lavoro e dell’emarginazione sociale.

Di fronte al quale attacco non vi è né la necessaria opposizione politica, sociale e sindacale, né la necessaria reazione del movimento comunista italiano, in grande crisi da decenni e indebolito dalla propria, profonda, nefasta divisione e polverizzazione.

Mentre sarebbe, ora, più che mai il tempo delle comuniste e dei comunisti! Mentre ora più che mai sarebbe necessario un Partito Comunista di lotta, volto alla costruzione di un movimento di massa contro la guerra e contro le politiche liberiste e antioperaie.

Ed è a partire da queste considerazioni che ci rivolgiamo ai partiti comunisti italiani, ai loro gruppi dirigenti, ai loro segretari nazionali, alle varie esperienze comuniste organizzate in giornali on line, siti web, associazioni, centri culturali, chiedendo loro di incontrarsi per avviare, rapidamente, un processo unitario che parta dall’azione e dalle lotte unitarie, comuni, contro i pericoli di guerra, contro la NATO, contro le politiche liberiste dell’Ue e del governo Draghi.

Sono gli interessi della pace, della classe operaia, del movimento complessivo dei lavoratori e delle lavoratrici a chiedere la presenza di un partito comunista che sorga dall’unità dei comunisti e sia all’altezza dei tempi e dello scontro di classe in questo Paese.

Sono questi interessi della classe a chiedere ai gruppi dirigenti dei vari partiti comunisti, delle varie esperienze comuniste, di rinunciare alla difesa del proprio particulare, del proprio “orto” politico, per il progetto più alto dell’unità dei comunisti in un unico, coeso e più forte partito comunista in Italia.

L’esperienza concreta e vissuta ci dice, chiaramente, che il processo unitario, per la costruzione di un partito comunista in grado di poter svolgere la propria funzione di lotta e trasformazione sociale, può verosimilmente avvenire solo  sulla base prioritaria ed essenziale di  una forte affinità ideologica e politico-teorica tra le parti.

Ed è sulla base di tale considerazione che proponiamo ai compagni e alle compagne, ai gruppi dirigenti dei partiti e delle soggettività comuniste in indirizzo, di dar vita ad un processo unitario che si basi su alcuni punti che dovrebbero essere considerati come un minimo comun denominatore.

Punti che, condivisi da tutti, definiscano un partito comunista che:

1) sappia porre l’assunzione del centralismo democratico come punto finale, l’esito, di una profonda discussione interna sollecitata dagli stessi gruppi dirigenti; la ricerca della massima unità esterna, la massima democrazia interna e il divieto del frazionismo e del correntismo. Ciò per puntare ad un pensiero comune, omogeneo e ad una prassi politica e ad una lotta che veda unito tutto il partito;

2) metta al centro della propria teoria e della propria prassi e lotta politica e sociale il conflitto capitale-lavoro;

3) abbia come parole d’ordine chiare, da far vivere nelle lotte, l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea, dall’Euro e dalla NATO (e la NATO dall’Italia);

4) rifiuti ed osteggi ogni equidistanza tra l’imperialismo USA e dei suoi alleati e la Repubblica Popolare Cinese;

 5) esprima e pratichi un sostegno attivo ad ogni Paese  aggredito dall’imperialismo;

6) non pratichi alleanze elettorali col PD e con il centro sinistra e non dia appoggio ad essi in caso di ballottaggi.

Nella speranza che, prima possibile, voi tutti assumiate la decisione di rispondere positivamente a questo nostro appello unitario, vi ringraziamo per l’attenzione e vi inviamo i nostri più cari saluti.

Nunzia AUGERI, saggista; storica della Resistenza; presidente federazione provinciale PCI Mlano;

Laura BALDELLI, docente, già direttivo nazionale FLC CGIL (Federazione Lavoratori della Conoscenza);

Alessandro BELARDINELLI, operaio, Rsu Fiom stabilimento Whirlpool Fabriano;

Alessandro BELFIORE, NO Guerra NO NATO;

Giovanna BELLISARIO, studentessa universitaria;

Rodolfo BERSAGLIA, artista, docente e critico d’arte;

Liliana CALABRESE, editor, Napoli;

Domenico CAROFIGLIO, operaio, CGIL-FIOM Whirlpool Fabriano (Ancona);

Nicolò CASCONE, studente universitario, Genova;

Carlo CATENA, operaio, Osimo (An);

Luigi CAVALLI, in arte Frank Dobrin, regista cinematografico; ultimo film “Le Voyage”, con Gerard Depardieu;

Nicola DESIDERIO, operaio, Livorno;

Manlio DINUCCI, giornalista, geopolitico;

Lorenzo FASCÌ, avvocato, già segretario regionale PCI Calabria, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Salvatore FEDELE, già chirurgo e responsabile del Pronto Soccorso D.E.A. di Acqui Terme (Alessandria);

Federico FIORANELLI, docente di Economia e Diritto;

Carlo FORMENTI, giornalista, saggista, già Ricercatore Università di Lecce;

Bruno GASPERINI, segretario sezione PCI Rotondella (Matera);

Rolando GIAI-LEVRA, direttore di “Gramsci Oggi”;

Fosco GIANNINI, già Senatore della Repubblica; direttore di “Cumpanis”;

Raffaele GORPIA, sociologo, Potenza;

Fabio LIBRETTI, già FIOM Milano;

Paolo LONGO, operaio Stellantis Melfi;

Giordano MANES, direttore della Casa Editrice “La Città del Sole” di Napoli;

Antonio MARTELLO, operaio GKN Campi Bisenzio

Giuseppe MORESE, operaio; già FIOM-CGIL ThyssenKrupp Torino; collega sulla Linea 5 dei 7 operai morti nell’incendio del 6 dicembre 2007;

Alessandro PASCALE, professore, storico del Movimento Operaio;

Alberto SGALLA, docente di Diritto e scrittore;

Stefano TENENTI, coordinamento regionale USB Marche;

Alessandro TESTA, dirigente d’industria;

Marco TUBINO, operaio, Genova;

Stefano VERZEGNASSI, FISAC-CGIL Friuli Venezia Giulia;

Carlo ZAMPETTI, già segretario federazione provinciale PRC Ancona; già vicesindaco Serra San Quirico (Ancona);

 

Sabato 22 gennaio 2022, a Roma, presso il Teatro Flavio, via Crescimbeni 19, dalle ore 15.00, si terrà la prima assemblea nazionale pubblica dell’Appello “Ora l’unità. Per il Partito Comunista in Italia”.

Invitiamo ufficialmente tutti a partecipare.